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Overture

Tic.Tic.Tic.TicTicTicTicTicTiTiTiTiTiTi ............................................................... L'umidità incessante penetrava tra le travi e le pareti, tra il soffitto e le mura tempestetate di piccole lacrime. Piccole, minuscole e violente. Violente solo come la vita sa essere o almeno questo pensava mentre si vestiva con la sua giacca di cotone spesso e caldo. Nera, dal largo risvolto attorno al collo e maculata dai piú svariati ricordi metallici rubati qua e là per la city. Cadeva larga e morbida sui suoi jeans logori grigio-azzurri su cui una catena ciondolante sanciva la fine del rito di vestizione, degno di qualsiasi cavaliere, ronin o cowboy che sia mai sceso sulla terra. Pitture, aromi e bardature per una cerimonia tribale, un incantesimo di protezione dai demoni dell' esterno, ma sopratutto, sopra ogni maledetta cosa, un tentativo disperato e triste di avere ciò che non ha mai avuto e di cui ha sempre avuto bisogno: coraggio. Era circondato da voci sempre piú ...